Sara Ricci


Sara Ricci

Se mi facessi queste tre domande: qual era il tuo sogno da bambina? Chi sei oggi, cosa fai? Credi nel destino?, ti risponderei che da piccola sognavo di insegnare italiano in America e già a 4 anni giocavo a fare l’insegnante, però poi crescendo sognavo di lavorare come interprete o traduttore per Enti governativi, ma che alla fine tutti gli studi umanistici-letterari hanno avuto un unico filo conduttore: la didattica e le lingue straniere. Quindi sì, il destino mi ha portato comunque, volente o nolente, ad essere l’insegnante che sognavo da piccola, con la differenza che insegno in Italia.

Però ho anche una particolarità come insegnante, si chiama “spensieratezza grazie al divertimento”. Io credo che il gioco sia una delle esperienze più belle, o comunque emotivamente positive, che l’uomo possa vivere, peccato che una volta adulto si dimentichi di cosa voglia dire essere spensierati.

Vi faccio una domanda: avete mai fatto caso che ci ricordiamo sempre delle cose belle e dei momenti in cui ci stavamo divertendo? Questo perché quando stiamo bene e psicologicamente siamo sereni e spensierati, qualsiasi cosa faremo ce la ricorderemo, che sia una stupidaggine o meno.

Il mio modo di insegnare parte proprio da questo: studiare è il momento di impegno più serio che ogni studente sperimenta nella sua giovane vita, perché lo renderà l’uomo che vorrà essere… però chi ha detto che studiare debba essere per forza faticoso o, peggio, noioso?