Martina Iori


Martina Iori

Quando si pensa ad un insegnante, il rischio è quello di limitarsi a cercare una sfilza di titoli. Che studi ha conseguito (maturità artistica, laurea in filologia, corsi in event planning)? Che esperienza ha maturato (tirocini in scuole medie e licei, padronanza della lingua inglese, assistenza compiti per 10 anni)? sarebbe in grado di lavorare anche in condizioni “meno ordinarie” (2 casi di DSA e uno con sindrome di asperger)?

Quello che però ci si dimentica di chiedersi è se questa persona sia un docente, nel mero senso da dizionario del termine,” qualcuno che sa qualcosa e ti mostra di che si tratta” perché, di fatto, tu non lo sai….o qualcosa di più. Perché io vorrei essere qualcosa di più! Ed è la passione a fare la differenza.

Un ragazzo che scopre che leggere T.S. Eliot può essere emozionante “tipo quasi l’addio di Totti” (cito testualmente), è talmente gratificante che non puoi fare altro che continuare a dare il massimo, a consumarti come una candela per illuminare un altro.

I migliori maestri sono quelli che ti indicano dove guardare, ma non ti dicono cosa vedere.